Mosaico

Le correzioni

Nei margini del manoscritto troviamo dall’inizio alla fine molte aggiunte che generalmente consistono di poche parole e comunque non eccedono mai tre o quattro righe. Dal confronto con il manoscritto viennese già menzionato, dove questi brani si ritrovano quasi sempre inseriti nel testo principale, risulta che essi sono parti integrali ed autentiche dell’Apparatus, saltate nel corso della trascrizione del manoscritto cassinese.
È molto significativo il fatto che nell’80% ca. dei casi si tratta di cosiddetti omoteleuti, che, come è noto, costituiscono una delle fonti di errori più frequenti e pericolose per qualsiasi lavoro di copia manuale. Sarebbe necessario uno studio paleografico serrato per determinare se le integrazioni testuali aggiunte nel nostro manoscritto in un secondo tempo siano dovute allo stesso copista del testo di base oppure a un correttore di seconda istanza che avrebbe controllato il testo copiato da un altro.
Va sottolineato il fatto che molte di queste aggiunte sono state riscritte su rasura, talvolta riconoscibile come tale addirittura nella riproduzione, per es. p. 38a (sostituzione in basso), 73b (sostituzione in basso), 78a (sostituzione in alto), 124a (sostituzione sopra), 125a (senza sostituzione), 152a (sostituzione sopra), 164a (sostituzione sopra) etc. Però, non si riesce nemmeno sull’originale a recuperare i testi cancellati. Comunque mi sembra evidente che tutto il lavoro aggiuntivo, compresi i ripensamenti, fu eseguito subito dopo la trascrizione del testo base e che esso fornisce la prova di una revisione sistematica e meticolosa di quest’ultimo.
Proponiamo qui di seguito la trascrizione completa di tutte le aggiunte che si trovano nei margini interni (cioè accanto alla colonna di sinistra nelle pagine dispari, e di destra in quelle pari), che a causa della stretta legatura spesso non sono visibili nelle nostre immagini. È proprio a questo inevitabile difetto della riproduzione che desideriamo rimediare mediante le trascrizioni, che dovrebbero assicurare una lettura completa ed integrale del testo cassinese in tutte le sue parti. In secondo luogo queste trascrizioni possono servire come prova esemplificativa del particolare carattere di omoteleuto della massima parte del materiale aggiuntivo.
Complessivamente nei margini interni si trovano ca. 100 aggiunte, fra le quali ca. 80 sono evidenti omoteleuti. Nelle nostre trascrizioni le singole aggiunte, messe in corsivo ed incluse tra barre, sono integrate con le ultime parole precedenti e le prime seguenti (in tondo) del testo principale. Fra di loro si trova nel manoscritto puntualmente un segno per evidenziare la precisa posizione dove va inserita la rispettiva aggiunta in margine.
Dalla massa di queste aggiunte uguali per forma e funzione si distinguono solo rari interventi di tipo diverso:
  • frequentemente troviamo il semplice avvertimento Versus accanto ai versi memoriali che Goffredo amava inserire nei suoi commenti, per es. p. 6b, 8b (2x), 13b (2x), 17a, b ecc.;
  • in pochissimi casi una mano sottilissima, evidentemente diversa da quella delle aggiunte, ha proposto varianti per una singola parola, introdotta con l’abbreviazione Al(ias); per es. p. 6b, riferito alla parola restauratio nel testo: Al. condempnatio; ibid. riferito a (ut ff.) e(odem titulo Lecta est): Al. Si cer.(tum) pe.(tatur) (cf. Dig. 12.1.40). Altri esempi di questo tipo a p. 196b (vedi sotto), 221a, 252b (vedi sotto);
  • all’inizio del Libro III (p. 153-154) una mano tardiva trascrive larghi brani della Glossa Ordinaria di Bernardo Parmense, tentando un aggiornamento maldestro subito abbandonato.
  • infine a p. 29b, una mano minuscola ed informale osserva: hoc correctum est hodie per novam dec(retalem) c. Statuimus. ego scripsi. Il riferimento è a una delle cosiddette Novelle pubblicata immediatamente dopo il Conc. I di Lione (1245 ag. 21; Coll. Nov. I 13 = III 18 = Sextus 2.9.1). Ma chi mai sarebbe Ego?
Si ricordi che a partire da p. 269 il numero attuale delle pagine (ed anche della riproduzione) è sempre inferiore di un’unità rispetto a quello settecentesco.

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