Mosaico

Manoscritto

La scelta del manoscritto è stata determinata da ragioni prevalentemente pratiche. Abbiamo quindi optato non per uno dei sette manoscritti che tramandano l’opera in forma di glossa marginale, ma per uno dei rimanenti quattro che la riportano senza le decretali, come testo autonomo e continuo, una forma dunque che ovviamente rende molto più facile l’orientamento generale e la ricerca specifica. Senza pretendere un confronto sistematico per stabilire le relative qualità critiche di questi quattro testimoni, possiamo affermare che il codice Cassinese si distingue non solo per la straordinaria chiarezza scrittoria che permette una lettura netta ed agevole, ma anche per un testo completo ed affidabile, la cui qualità critica sembra garantita da una sistematica e meticolosa correzione. È vero che le correzioni marginali ivi presenti (cf. § 5) si ritrovano come parti integrali del testo nel manoscritto di Vienna, ÖNB 2197 il quale, però, presenta le caratteristiche di una copia basata su pecie, con interruzioni e spostamenti del testo che rendono la consultazione meno agevole. D’altra parte alcuni sondaggi, nel valutare tutta la tradizione manoscritta dell’Apparatus, hanno generalmente confermato la completezza, la correttezza e l’affidabilità del testimone cassinese.1 Tuttavia, decisivi per la scelta di quest’ultimo sono stati fattori pratici, vale a dire la possibilità di esami ripetuti ed approfonditi dell’originale e soprattutto la generosa disponibilità del possessore che, con un esemplare spirito scientifico, ha facilitato tutta l’impresa.

Note

1 Cf. i brani editi in Bertram, Nochmals, p. 653-658.

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